Modernità Letteraria
Cari Soci,
Il giorno 25 febbraio si svolgerà presso il Dipartimento di Filologia Moderna dell’Università statale di Milano (sala Napoleonica, via Sant’Antonio 12) un seminario della Mod su «
Metello cinquant’anni dopo
». Sono previste relazioni di
Alberto Asor Rosa, Marino Biondi, Giovanni Falaschi, Mario Sechi
e comunicazioni di
Giancarlo Bertoncini, Francesco De Nicola, Bruno Falcetto, Massimo Onofri, Walter Siti
.
I partecipanti potranno alloggiare presso il Collegio Universitario dell’Università degli Studi di Milano, oppure presso l’Hotel Canada, usufruendo dei prezzi convenzionati.
Collegio Universitario, via Santa Sofia n.9
Camera singola € 60
Camera doppia, uso singola € 65
Camera doppia € 90
La prenotazione delle camere, che dovrà avvenire entro il 20 gennaio 2005, deve essere concordata con la segereteria organizzativa del convegno: Luca Clerici
(Luca.Clerici@unimi.it)
, Elisa Gambaro
(Elisa.Gambaro@unimi.it)
, Stefania Benedek
(Stefania.Benedek@libero.it)
.
Hotel Canada, via Santa Sofia, n.16
Tel 02 58304844; fax 02 58300282
e-mail:
canada@tin.it
camera singola € 90
camera doppia, uso singola € 119
camera doppia € 145
Per usufruire dei prezzi convenzionati la prenotazione, fissata direttamente con l’albergo, dovrà avvenire entro il 20 gennaio 2005.
Si fa inoltre presente che i partecipanti potranno anche rivolgersi ad altri Alberghi, situati in prossimità dell’Università degli Studi:
*Hotel Imperial, corso di p.ta Romana 68, tel 02 58318200,
info@hotelimperialmilano.it
(singola € 65/166, doppia € 85/218)
*Hotel Zurigo, corso Italia 11/A, tel 02 2022260,
zurigo@brerahotels.it
;
(singola 100/140, doppia € 150/200).
Il 6, 7 e 8 giugno si svolgerà presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Firenze il convegno annuale sopra
«Il romanzo di formazione dell’Ottocento e del Novecento».
Il programma dei lavori è in via di definizione. Tuttavia,
i soci interessati possono già inviare le loro proposte di comunicazione al segretario della Mod (arpupino@iol.it) ovvero al tesoriere (papini@unifi.it).
Nel corso del convegno si svolgeranno, riservate ai soci che abbiano versato la quota di iscrizione, le votazioni per gli organi in carica nel triennio 2005-2008.
Non appena il programma del convegno sarà definito verrà inviato un notiziario.
Si trascrive anche, per l’importanza che riveste, il testo tel verbale del Cun del 15-16 dicembre.
Con l’occasione porgo a tutti i migliori auguri di buon Natale e di un felice anno nuovo.
Il segretario della Mod
(Angelo R. Pupino)
************
Resoconto della sessione di dicembre 2004 (gg. 15 e 16).
1.1 LAVORI
Mercoledì 15/12/2004
- ore 10.00/13.30 e ore 15.00/17.00 - Lavori Comitati e Commissioni
L'adunanza ha inizio alle ore 17.00 con la presidenza del Prof. Luigi
LABRUNA. Dalle ore 18.00 presidenza del Vice Presidente vicario Prof. Aldo
PINCHERA. La seduta e' tolta alle ore 9.00 del 15/12/2004.
Giovedì 16/12/2004
ore 09.00/10.00 - Lavori Comitati e Commissioni - (h. 10.20 intervento in
aula dell'On. le Ministro Letizia MORATTI) L'adunanza ha inizio alle ore
10.10 del con la presidenza del Prof. Luigi LABRUNA. I lavori vengono
sospesi per 10 minuti dopo l'intervento in aula del Ministro per riprendere
alle ore 12.30.I lavori vengono sospesi alle ore 13.30 per riprendere alle
ore 15.15 con la presidenza del Professore anziano Ferdinando PALMIERI.
Dalle ore 15.40 presidenza del Presidente Prof. Luigi LABRUNA. La seduta e'
tolta alle ore 16.15 del 16/12/2004.
Adempie alle funzioni di Segretario il Dott. Antonio VALEO, Capo della
Segreteria del Consiglio.
Consigliere verbalizzante Proff. Cristiana BUSCARINI e Giorgio SERINO.
1.2 COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE.
15/12/2004 p.m. Il Presidente LABRUNA esprime la piu' viva solidarieta' al
Consigliere DE NARDIS, coinvolto da organi di stampa nella vicenda delle
lauree vendute di Odontoiatria; sicuro della sua completa estraneita' alla
vicenda auspica che venga al piu' presto fatta piena luce sui fatti
contestati.
Il Presidente da' le seguenti comunicazioni :
- L'evento organizzato dalla CRUI su "Mobilita': uno spazio per la
valorizzazione della ricerca" previsto per il 12 gennaio 2005 e' stato
rinviato al 16 marzo 2005 per impegni improrogabili del Ministro Moratti
(Allegato n. 1);
- E' giunta la nota Prot. 3605 del 1/12/2004, inviata dal Dirigente Roberta
Cacciamani, concernente il protocollo d'intesa MIUR-INAIL - Bando di
concorso per assegnazione borse di studio (Allegato n. 2);
- E' giunta la nota del Presidente della Conferenza Nazionale permanente
dei Presidi delle Facolta' di Scienze e Tecnologie Prot. 1485 del
15/10/2004 concernente la richiesta al Ministro MORATTI di sospendere
l'iter legislativo del disegno di legge sullo stato giuridico (Allegato n.
3);
- E' giunta la nota del Nucleo di valutazione dell'Universita' degli studi
di Lecce Prot. 474/NVA/04 del 2/11/2004 nella quale viene proposto un
convegno nazionale sul ruolo dei Nuclei di valutazione in una Universita'
italiana profondamente rinnovata. Il Presidente chiede ai Consiglieri
interessati alla valutazione la disponibilita' a partecipare. Si propongono
i Consiglieri Cristiano VIOLANI e Rocco RIZZO (Allegato n. 4);
- E' giunta la nota del Direttore Generale del Ministero della Difesa, Ten.
Gen. Michele DONVITO e del Capo del Dipartimento, Dr. Guido BERTOLASO,
Prot. 006/0011018735 del 6/12/2004 concernente la proposta di istituzione
della Scuola di Specializzazione in "Medicina di pronto intervento e delle
catastrofi" (Allegato n. 5). Il Presidente comunica che il Vice Presidente
fissera' per il prossimo gennaio un'audizione al riguardo.
- E' giunta la nota del Rettore dell'Universita' degli studi del Piemonte
Orientale, Prof. Paolo GARBARINO, Prot. n. 27822 del 29/11/2004 di
trasmissione della mozione del Senato accademico sullo stato
dell'Universita' italiana (Allegato n. 6). Il Presidente comunica di aver
risposto al Rettore ringraziandolo.
- E' giunta la nota del Direttore generale Dott.ssa Olimpia MARCELLINI
Prot. n. 177 del 13/12/2004 concernente l'insediamento presso il CUN dei
rappresentanti del CNSU (Allegato n. 7). Si comunica che i rappresentanti
degli studenti restano quelli presenti al momento dell'ultima proroga. Il
Presidente condivide la decisione del MIUR ma si adopererà per mantenere
rapporti con la Presidenza del nuovo CNSU.
Il Presidente comunica di aver ricevuto notizia dei problemi di salute
sopraggiunti al consigliere RUGGIU. Nella giornata odierna ha cercato piu'
volte di contattarlo. Rassicurato in merito alle sue condizioni esprime
auguri di un pronto ristabilimento.
Il Consigliere VIOLANI presenta alcune informazioni sul blocco delle
assunzioni e sul finanziamento negli Enti pubblici di Ricerca per il 2005.
Il Presidente chiede ai Consiglieri POLARA, RATTI e VIOLANI di predisporre
una mozione sulla questione.
Vengono discusse ulteriori questioni in vista dell'incontro del giorno
successivo con il Ministro (Stato giuridico, Consiglio Europeo delle
Ricerche etc.).
1.3 APPROVAZIONE VERBALI N. 160, 161 E 162.
Breve discussione e rinvio.
1.4 ORDINE DEL GIORNO AGGIUNTIVO.
15/12/2004 p.m. Vengono distribuiti due ordini del giorno integrativi che
il Consiglio approva all'unanimita'.
1.5 INTERVENTO DEL MINISTRO MORATTI IN AULA
16/12/2004 a.m Alle ore 10.10 interviene in aula l'On. le Ministro
Letizia MORATTI accompagnata dal Capo di Gabinetto DI PACE, dall'Avv.
SALMINMI e dal Direttore Antonello MASIA.
Il Presidente LABRUNA ringrazia il Ministro MORATTI per aver accolto
l'invito ad intervenire ai lavori del Consiglio. Si fa interprete del
generale apprezzamento per quanto ha ottenuto per l'università in sede di
finanziaria, poco rispetto alle necessità, ma molto nella condizione data.
Ringrazia anche per l'azione in corso per la legge di riforma del CUN,
necessaria a mantenere il prestigio delle istituzioni universitarie.
La legge finanziaria desta ancora preoccupazioni, in particolare per il
protrarsi del blocco delle assunzioni per gli enti di ricerca. Vi sono
grande attesa e forti preoccupazioni per l'esito della discussione
parlamentare sullo stato giuridico dei docenti universitari; a proposito
auspica che si trovino soluzioni condivise, valutando la possibilita' di
abbandonare la via della legge delegata, per arrivare a un provvedimento
unico e rispondente alle esigenze delle università. Vi sono preoccupazioni
anche sulla questione sollevata dall'Accademia dei Lincei relativamente
alla posizione del governo italiano sulla creazione di un Consiglio Europeo
delle Ricerche. Il CUN ha evitato prese di posizione clamorose, ma
condivide tutte le preoccupazioni della comunità accademica e attende le
informazioni e le rassicurazioni che il Ministro vorrà dargli.
Il Ministro MORATTI si dichiara assai lieta per l'opportunità di incontrare
l'assemblea del CUN. L'incontro le consentirà di fare il punto sullo stato
dei provvedimenti attualmente alla sua attenzione o a quella del
Parlamento, alcuni dei quali prossimi alla definitiva approvazione. Ricorda
che gli interventi sono preordinati a migliorare la qualità del sistema
universitario perché sia attrattivo e competitivo rispetto ad altri paesi e
che le sue azioni sono costantemente tese alla salvaguardia dell'autonomia
delle Università e al suo progressivo completamento, essendo ben
consapevole che l'applicazione del precetto costituzionale rappresenta non
solo il fine, ma lo strumento per accrescere la qualità del sistema
universitario in una cornice di responsabilizzazione delle scelte e di
valutazione indipendente dei risultati.
Con il CUN affronterà sei temi principali e le azioni sistematiche su cui
c'è stato in questi ultimi mesi, con tutti gli attori istituzionali, un
confronto serrato ma costruttivo, finalizzato a perseguire obiettivi
condivisi da tutte le componenti.
1) Legge Finanziaria 2005
Non è stato facile ottenere che il MIUR fosse l'unico ministero, peraltro
già escluso a luglio dal decreto taglia spese, non soggetto a tagli. E' un
riconoscimento dell'importanza della filiera della conoscenza. Aveva
chiesto di più, ma comunque la Finanziaria 2005 ha assegnato un
sostanziale incremento del FFO per le Università, pari a 430 Milioni di
euro, che consentirà agli Atenei di definire la programmazione delle
attività didattiche e scientifiche per il 2005 nonché di recuperare i costi
degli incrementi economici per il personale docente valutati in circa 90
Milioni di euro per il 2005.
Il MIUR, ha ottenuto in sede governativa attenzione alle esigenze del mondo
della scuola e dell'università, unici esclusi dal blocco delle assunzioni,
mentre nel sistema pubblico è prevista una diminuzione di 75.000 unità.
Da nessun presidente degli Enti di ricerca ha ricevuto la richiesta di
sottrarli al blocco delle assunzioni. E' sempre stata in contatto con il
presidente Tosi. Invece, pur avendo incontrato anche recentemente il
comitato dei presidenti egli Enti, ha ricevuto la telefonata di un solo
presidente e martedì, dopo il Consiglio dei Ministri. Ne è dispiaciuta. Il
ministro si impegna in battaglie in cui ha la possibilità di vincere ed è
in questo sostenuta. I presidenti dovrebbero aver presente che nel
Consiglio dei Ministri è il Ministro che tratta. Inutile cercare sponde nei
partiti o altrove. Nella trattative il Ministro può ottenere, ma se nessuno
segnala le esigenze non può procedere. In seguito ha cercato di ottenere
qualcosa, e nel maxi emendamento il personale di ricerca è al primo posto
nelle priorità. Esiste di DPR 30.11.2004 per le deroghe, è in attesa delle
richieste, a seguito delle quali si attiverà.
Nella Finanziaria 2005 è importante la definitiva esclusione degli Atenei
dal blocco delle assunzioni di personale docente e tecnico-amministrativo.
E' stata una impresa importante che consentirà alle Università di far
prendere servizio ai vincitori di concorso e agli idonei nelle procedure di
valutazione comparativa perfezionate nel corrente anno.
Sulla base dei dati del MIUR le persone interessate a tale provvedimento
sono circa 5.000. Con DPR del 30 novembre 2004, è stata ripartita tra le
Università la quota a regime (dal 2005) di 20 milioni di euro, destinata
alla copertura delle assunzioni in deroga al blocco del 2004. Il 7
dicembre il Miur ha trasmesso il decreto alle Università che, entro il 31
dicembre, devono dare comunicazione degli interventi effettuati con il
budget loro assegnato. Considerati i tempi ristretti a disposizione il MIUR
ha predisposto per la rilevazione delle assunzioni un apposito programma
informativo che, predisposto con vari dati necessari, faciliterà gli
adempimenti delle sedi universitarie.
2) Il nuovo modello di finanziamento e di valutazione delle Università
Con l'inizio del 2005 provvederemo a definire i criteri di ripartizione del
fondo di finanziamento ordinario alla luce soprattutto del nuovo modello,
sviluppato, su sua indicazione, dal Comitato di valutazione del sistema
universitario d'intesa con CRUI e avendo consultato CUN e il CNSU. Il
modello, approvato con decreto del 28 luglio 2004, prevede che le risorse
finanziarie del FFO siano assegnate sulla base della valutazione dei
risultati ottenuti con idonea garanzia dei servizi erogati.
L'attribuzione del FFO sarà collegata, con la necessaria gradualità, con le
percentuali di seguito proposte, alla valutazione delle seguenti voci: 30%
domanda da soddisfare, misurabile in termini di studenti iscritti
(considerando anche le loro caratteristiche); 30% risultati dei processi
formativi, misurabili annualmente in termini di crediti (Cfu) acquisiti;
30% risultati delle attività di ricerca scientifica; 10% incentivi specifici.
Il modello entrerà in vigore gradualmente. Abbiamo iniziato con una piccola
quota di 30 milioni, passeremo a oltre 300 milioni nel 2005 e a regime, nel
2007, l'intero FFO dovrebbe poter essere ripartito secondo il modello. La
tempistica sarà precisata in modo condiviso, in modo che le università non
si trovino impreparate. C'è molto interesse per questo modello dei colleghi
di paesi con sistemi assai differenti- p. es. UK e USA, Francia, Russia.
Viene percepito come una possibile best practice a livello internazionale.
3) Il nuovo regolamento sull'Autonomia Didattica
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 novembre u.s. il
Decreto Ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270 recante le Modifiche al
regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei,
approvato con decreto del Ministro dell'Università e della ricerca
scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.
E superfluo qui ricordare le principali innovazioni apportate all'attuale
sistema degli Ordinamenti didattici Universitari.
Già dallo scorso ottobre è stato avviato il processo di revisione di tutte
le classi dei corsi di laurea di I e di II livello costituendo 6 tavoli
tecnici composti dai rappresentanti dei presidi, del mondo delle
professioni, nonché da membri designati dal CUN. I lavori dei tavoli
procedono attivamente.
A novembre è stato costituito un settimo Tavolo per avviare la definizione
dei percorsi formativi per gli insegnanti della scuola, come previsto
dall'art. 5 della legge n. 53/2003. La scelta operata, che sarà
perfezionata con un decreto, è quella di individuare all'interno delle
classi di laurea magistrale appositi percorsi formativi dedicati alla
formazione degli insegnanti. Il compito del tavolo 7, di cui fanno parte
anche rappresentanti del CUN, sarà individuare specifici pacchetti
formativi da inserire nelle classi c.d. disciplinari messe a punto dai sei
Tavoli tematici.
Il decreto sulla formazione degli insegnanti, la bozza e all'anali della
Funzione Pubblica, sarà presto portato all'attenzione del CUN in una veste
di bozza più definitiva per poi andare in Consiglio dei Ministri entro
gennaio.
4) Il Progetto Lauree Scientifiche
Nel contesto del raccordo fra scuola e università è stata posta particolare
attenzione all'intervento per sostenere l'immatricolazione di studenti ai
corsi di studio dell'area scientifica per le quali anche in Italia si
verifica un imponente calo di iscrizioni. Esso è definito dall'art. 14 del
DM 5 agosto 2004, recante le azioni per il perseguimento degli obiettivi
della programmazione universitaria per il periodo 2004/2006.
Il progetto "Lauree scientifiche", frutto dei lavori del tavolo tecnico
"MIUR - Confindustria con la partecipazione della Conferenza Nazionale dei
Presidi di Scienze e Tecnologie, vuole dare risposte concrete alla crisi
delle vocazioni scientifiche, che interessa quasi tutti i paesi dell'area
europea. Le iscrizioni ai corsi di laurea in Chimica, Fisica e Matematica
negli ultimi 15 anni hanno avuto una flessione media di oltre il 50%, con
conseguente perdita di competitività internazionale nell'alta tecnologia.
Gli assi proposti per gli interventi riguardano:
- Orientamento pre universitario;
- Revisione delle classi dei corsi di laurea (21, 25 e 32);
- Potenziamento degli stage;
- Potenziamento dell'aggiornamento degli insegnanti e iniziative locali che
raccordino scuole, università e imprese per rafforzare le vocazioni
scientifiche.
A riguardo sappiamo che gli studenti sono interessati ai percorsi
scientifici, ma hanno difficoltà di accesso ai laboratori e alle strutture
di ricerca delle università durante gli studi superiori.
5) Il Disegno di Legge Delega su reclutamento e Stato Giuridico
Al termine della sessione di bilancio sarà calendarizzata alla Camera dei
Deputati la discussione sul testo della VII Commissione (AC 4735)
concernente nuove modalità per il reclutamento a livello nazionale del
personale docente di prima e seconda fascia. Il provvedimento introduce
altresì la figura del ricercatore a contratto che sostituirà quella del
ricercatore a tempo indeterminato introdotto nei primi anni ottanta.
Sono state prospettate nelle diverse sedi di consultazione e nel tavole
tecnico ad hoc molte preoccupazioni. Tra le preoccupazioni più evidenti vi
era quella per la carenza della copertura finanziaria del provvedimento.
Con la legge finanziaria in dirittura d'arrivo può essere senza dubbio
fugata. Infatti la rimozione del blocco delle assunzioni e il cospicuo
incremento del FFO degli Atenei consentono di guardare al perfezionamento
del provvedimento con maggiore ottimismo. E dunque possibile accelerare
l'iter del provvedimento. La prossima settimana ci sarà una riunione non
conclusiva del tavolo tecnico per valutare le criticità. Nella sede
parlamentare, potrà essere ulteriormente perfezionato introducendo alcune
modificazioni formulate da molte componenti nel corso del dibattito
parlamentare. Si riferisce al superamento dell'abolizione del regime tempo
pieno - tempo definito, all'allargamento delle liste di idoneità, alla
durata dei contratti a termine per le giovani leve di ricercatori, alla
possibilità di percorsi diversi entro il sistema universitario per chi non
riuscisse a diventare professore associato entro 4/5 anni.
6). Strategie per la ricerca. Internazionalizzazione e rapporto con il
mondo produttivo.
Per l'internazionalizzazione abbiamo raddoppiato le risorse nel piano
triennale. Le università stanno lavorando bene e ci sismo orientati a un
percorso di supporto ai processi attualmente attivati dagli atenei. In
accordo con il mondo universitario, stiamo rivedendo gli accordi di
collaborazione internazione destinando 30 milioni solo al finanziamento
degli accordi con reciprocità anche finanziaria, così raddoppiando i fondi
disponibili. Questo anno abbiamo finanziato accordi con MIT, Harvard,
CalTec, Stanford, Berkeley, UCLA, 5 università israeliane e altre 5
giapponesi. Gli accordi che stiamo promuovendo prevedono laboratori
congiunti che producano risultati scientifici importabili. Quindi si hanno
tre risultati: raddoppio fondi, acquisizione conoscenze scientifiche,
ricadute industriali. India, Cina, Canada e Svizzera saranno destinazione
di futuri viaggi e accordi.
Sul raccordo tra Università e imprese è convinta che la libertà di ricerca
e di insegnamento sia un valore assoluto, tuttavia non possiamo non porci
il problema della perdita di competitività nel sistema paese. Ricerca e
alta cultura devono anche contribuire alla competitività internazionale del
Paese. Dobbiamo affrontare la perdita di 10 punti percentuali nell'export.
Per questo abbiamo messo in cantiere progetti come i distretti di alta
tecnologia. Sono già 11 (Milano, Trieste, Genova, Roma, Napoli, Catania
ecc.). Incominciano a dare risultati positivi. Ora abbiamo uno strumento
finanziario importante basato su un accordo con Sviluppo Italia che può
dare finanziamenti con equity che possono andare alle aziende e ai centri
di ricerca che operano nei distretti. Ci sarà partecipazione con capitale
di Sviluppo Italia a iniziative selezionate per avere 10 incubatori presso
altrettante università (in primis quelle che si sono dotate di Industria
Liason Office) di cui almeno 3 nel mezzogiorno. Questo strumento a dato
ottimi risultati nella Sylicon Valley e a Cambridge e può essere usato al
meglio anche da noi. Infine è stato firmato (primi in Europa) un accordo
con Banca Europea degli Investimenti che consente di mobilitare, per la
prima volta, risorse per progetti di R&S, di sviluppo del capitale umano e
di piattaforme tecnologiche. Si tratta di 40 miliardi di euro a livello
europeo. Essendo stati i primi firmatari siamo stati i primi ad avere un
finanziamento per il sincrotrone di Trieste per un laser a elettroni
liberi. Possiamo attivare grandi progetti svolgendo un ruolo significativo
in collaborazione con altri paesi. Il ministero è a disposizione per
promuoverli.
Infine in relazione alla domanda sul European Research Council, non siamo
assolutamente contrari all'istituzione ma siamo molto preoccupati per due
ordini di motivi. Questa istituzione destinata a finanziare la ricerca di
base viene da paesi che tendenzialmente cercano di scaricare sull'Europa i
costi della loro ricerca di base. A questo ci siamo opposti e, a seguito
degli incontri di Firenze e di Bruxelles, abbiamo ottenuto di inserire che
non possano essere finanziati progetti che non ricevano fondi anche a
livello nazionale. La seconda questione è che non si comprende come sarà
organizzato lo ERC, non conosciamo la sua struttura legale e la commissione
ha rifiutato di definirla per procedere poi al suo sviluppo. In sintesi non
sappiamo come la Commissione intende strutturare questa istituzione.
Vogliamo capirlo prima di sciogliere la riserva. Vogliamo evitare una
struttura eccessivamente burocratica, come è avvenuto per il VI programma
quadro, nonché una divisione troppo netta e ormai superata tra ricerca di
base, applicata, finalizzata. Dopo la nostra riserva, e non contrarietà,
anche altri paesi hanno concluso che prima di istituirlo occorre
comprendere come opererà lo ERC.LABRUNA Ringrazia il Ministro per l'estesa
relazione e per le precisazioni. Importante quella sugli enti di ricerca in
relazione alla finanziaria, se è accaduto questo è bene che si sappia. Il
nostro modo di rapporto con il Ministero si è sempre basato su una
interlocuzione continua, in cui le posizioni, anche differenti, sono
esposte in modo aperto e franco. E' particolarmente grato perché essendo
stato invitato a inaugurare a Palermo l'anno accademico, con il permesso
del Ministro, vi porterà le riflessioni e i chiarimenti emersi in questa
sede.
INTERVENTI DEL PRESIDENTE E DEI CONSIGLIERI
LABRUNA Ringrazia il Ministro per l'estesa relazione e per le precisazioni.
Importante quella sugli enti di ricerca in relazione alla finanziaria, è
bene che si sappia l'accaduto. Il nostro modo di rapporto con il Ministero
si è sempre basato su una interlocuzione continua, in cui le posizioni,
anche differenti, sono esposte in modo aperto e franco. E' particolarmente
grato perché essendo stato invitato a inaugurare a Palermo l'anno
accademico, con il permesso del Ministro, vi porterà le riflessioni e i
chiarimenti emersi in questa sede.
FEBBRAJO Ringrazia sia per quanto ottenuto sia per quanto avviato. In
merito alle nuove iniziative, sullo stato giuridico tutti concordano che i
concorsi locali sono ormai troppo localistici. Sulla ricerca, oltre ai
finanziamenti, occorre guardare alle condizioni: vedrebbe con favore una
carriera che preveda che i ricercatori non si trasformino troppo troppo
presto in docenti. In Italia alcune strutture di ricerca sono trascurate,
ad esempio le biblioteche per i settori di tipo umanistico-giuridico.
Occorre incentivare la cooperazione tra università, perché condividano
strutture comuni. Nei percorsi didattici siamo l'unico paese in cui per uno
studente c'è pari impegno in un corso di diritto o di chimica. Inoltre
l'età dei nostri studenti resta maggiore di quella di altri paesi europei.
I dottorati di ricerca potrebbero iniziare almeno un anno prima per i
migliori. Una altro problema è che i requisiti minimi sono poco
differenziati, non ci sono strumenti per rivelare le conoscenze che mancano
in una università. Anche la differenziazione di 40 cfu tra due corsi di
laurea connessa al numero minimo di 7 docenti di ruolo non torna e pone
problemi di stato giuridico.
FERRARIS Ringrazia per quanto il Ministro ha ottenuto e per la chiarezza
del suo intervento. Segnala la profonda incertezza prodotta dal fatto che
nell'Università pubblica ogni anno si dipende dalla legge finanziaria. Ogni
attività complessa d'impresa richiede una pianificazione non di breve
periodo. Invece per noi cambiano regole e linee anno per anno. Apprezza che
nello stato giuridico sia stato inserito un articolo sui principi, tra
questi la garanzia dell'accesso dei giovani, ma lo si può garantire con una
finanziaria che sblocca solo quest'anno le assunzioni?
Altra preoccupazione riguarda la competitività fra università. E' un fatto
positivo ma va attuata su basi omogenee. Invece vediamo sorgere istituzioni
universitarie basate su regole diverse, con grande varietà di natura
giuridica.
Infine sullo stato giuridico, apprezzerebbe sapere qualcosa di più sulle
criticità individuate. Si chiede se lo sblocco dei problemi finanziari sia
sufficiente per rilanciare il processo o se non sia meglio ripensare il
disegno complessivo sulla basse delle tante critiche avanzate.
MANGIONE Apprezza ancora una volta la chiarezza del Ministro. Con
franchezza le rappresenta di essere turbato per il fatto che in questo
periodo, mentre il Cun valuta proposte di ordinamenti e questioni di
dettaglio proposte da tutte le università, vengano istituite nuove
università che nascono con modalità discutibili e che propagandano e
attivano corsi di studio con ordinamenti mai valutati dal CUN. E' ancor più
preoccupato quando queste iniziative nascono con contributi di regioni, e
quindi con denari pubblici.
A proposito dello stato giuridico,con il sindacato CIPUR abbiamo sempre
sostenuto che si doveva perdere un occasione di risolvere il problema di
una distinzione fra fasce di docenza che non ha dato alcun buon risultato.
Abbiamo sperato che un ministro non professore universitario potesse farlo.
Ma nella proposta vengono mantenute due fasce e due idoneità. Evidentemente
non si è ritenuto di procedere verso un'altra architettura che evitasse i
difetti del sistema attuale, definendo effettivi processi di carriera
progressiva.
DALLA TORRE Ringrazia per l'impegno del Ministro a favore dell'Università
sia per finanziamenti sia per lo sblocco delle assunzioni. Su questo chiede
se, in rapporto ai ritmi delle tornate concorsuali, non sapendo quando ci
sarà una legge sui concorsi, non nasceranno problemi per l'arretrato
qualora si dovessero attuare interventi urgenti.
Sulla mobilità di studenti e docenti, nota che ci siamo illusi che il
sistema dei crediti agevolasse la mobilità studentesca, in realtà i cfu
definiti dai regolamenti sono diventati un elemento di irrigidimento. Sulla
mobilità docenti, l'attuale normativa dei concorsi ha spento la mobilità
dei docenti, penalizzando soprattutto le università più giovani e quelle
del sud. Occorrerebbe pensare a interventi correttivi.
Terzo aspetto. Tutte le università, statali e non statali, offrono un
servizio pubblico e tutte, in particolare quelle non statali, hanno
problemi a reperire finanziamenti non ministeriali, bisognerebbe
sollecitare una legislazione fiscale tributaria che incoraggi maggiormente
l'aiuto della società civile. Ora il comparto delle non statali si sta
differenziando, ci sono università di tendenza e non di tendenza,
tradizionali e telematiche, alcune nascono con finanziamento privato e
altre sono interateneo o finanziate da soggetti pubblici. Il sistema ha
molte facce, è venuto il momento di dedicare una riflessione per non far
perdere spazi di autonomia in particolare alle U statali, e decidere quali
possano essere i criteri di assimilazioni in un sistema unitario delle
nuove iniziative.
VIOLANI Per gli enti pubblici di ricerca gli universitari non possono
contentarsi di quanto ottenuto per sé imputando ai presidenti degli enti
(peraltro neo nominati) la responsabilità di non aver chiesto. Esistono
infatti forti interdipendenze tra enti e U. Non possiamo non essere
contrariati dalla riduzione dei fondi e dal fatto il blocco delle
assunzioni esteso fino al 2008. Dove lavoreranno molti dottori di ricerca?
Come si ovvierà all'invecchiamento e alla riduzione delle attività degli
enti? Come non notare preoccupazione che, cadendo il riferimento alla legge
145/92, ricercatori e tecnologi perdono uno status contrattuale coerente
con il proprio ruolo e con l'autonomia della ricerca?
A proposito del Consiglio Europeo delle Ricerche preoccupa che il
ministero sembri trascurare il contributo che l'università può dare in
materia di ricerca di base. Sentiamo che un parere sul CER è stato chiesto
ai Lincei, ma non al Cun.
Il MINISTRO interviene per chiarire che sul CER non ha chiesto pareri ad
alcuno perché in questa fase si sta solo valutando una ipotesi e ancora
non esiste un testo. Quando lo avrà chiederà, come sempre, al CUN di
esprimersi.
Violani L'ultima preoccupazione riguarda il mantenimento del carattere
unitario del sistema universitario anche per quanto riguarda l'esercizio
dell'autonomia didattica. Gli schemi di decreti relativi ai nuovi corsi di
studio ex DM 270 non dovrebbero arrivare a "pezzi e bocconi" al CUN, per
evitare sovrapposizioni e rotture di unitarietà del disegno. Pensa in
particolare al nuovo "percorso unico" per gli studi in Giurisprudenza. Le
motivazioni per questo percorso anomalo (l'alta responsabilità delle
professioni a cui da accesso e l'esistenza di scuole di specializzazione)
valgono anche per molti altri corsi. Sarebbe preoccupante se al CUN fosse
richiesto un parere sul quello specifico corso senza conoscere gli altri
schemi.
LABRUNA interviene per precisare che è già pervenuta la richiesta di un
parere sulla classe giuridica e di aver chiesto che il parere del CUN
venga posto a valle del processo di revisione dei tavoli tecnici che verrà
presentato nella prossima sessione dal Sottosegretario On.le SILIQUINI. .
Condivide la preoccupazione di Violani di non procedere in modo frammentato.
SCORRANO Ringrazia molto il Ministro per l'attenzione dedicata alle lauree
scientifiche e per lo sforzo fatto. Il problema è però europeo e mondiale.
Stiamo cercando di fare qualcosa anche con il contributo delle associazioni
scientifiche che promuovono interventi in collaborazione con le scuole. Ai
giochi della chimica partecipano fino a 30000 studenti, molti vanno alle
olimpiadi e vincono medaglie. Tornano, ma non si iscrivono a Chimica. Il
problema sono gli sbocchi occupazionali, che sono limitati per molte di
queste discipline. Invita il Ministro a guardare con attenzione l'attività
delle associazioni scientifiche e il loro ruolo di promozione.
GARBARINO Concorda sul fatto che i problemi di attrattivita' di alcuni
settori è anche legata agli sbocchi occupazionali. L'intervento del
Ministro è quello di più alto profilo tra quelli qui sentiti in molti anni.
Non è stato politico, ma è entrato puntualmente nel merito di alcune
problematiche. Ci sono aspetti che non condivide, come ad esempio
considerare troppo rapidamente la riforma della docenza di cui avrebbe
voluto seguire meglio i passaggi, anche perché sono un oppositore. Molto
significativa la scelta sui laboratori congiunti: questo può avere una
ricaduta importante anche sul riconoscimento di immagine dei ricercatori
italiani. Un ulteriore confronto sarebbe necessario sul tema del CER la
dicotomia artificiale tra ricerca di base e la sua applicazione in
continuità rischia di essere un utilizzo politico di una questione tecnica.
Sul piano culturale questa separazione è superata, quindi occorre insistere
su una mediazione per essere presenti come paese nel CER. Sulla questione
dello stato giuridico ricordo che la continuità di presenza è essenziale
per la qualità della ricerca, e che la continua ricerca di forme di
stabilità e di finanziamento può essere un elemento di dispersione.
RATTI Apprezza la visione complessiva e la chiarezza dell'intervento del
Ministro. Esprime disappunto punto per il fatto che nella finanziaria venga
soppresso il riferimento alla contrattazione autonoma per ricercatori e
tecnologi degli enti di ricerca. E' difficile collocarli nella complessa
articolazione delle figure giuridiche dei dipendenti pubblici. Sul tema del
rientro dei cervelli: auspica che nelle U. sia possibile una "carriera di
ricercatore", rappresenterebbe la soluzione più adatta per far rientrare
quei giovani che lei ha incontrato a Harvard. Concorda sull'importanza ma
non nasconde le difficoltà del colloquiare con il mondo industriale. Sul
ERC concorda che debba essere evitata la tendenza alla burocratizzazione
della CE, già sperimentata nei progetti comunitari.
RIZZO A proposito del dottorato di ricerca nota che a fronte di un
aumento delle borse c'è una continua svalorizzazione del titolo, sia perché
molte U trascurano l'organizzazione dei propri corsi di dottorato sia
perché mancano ancora i decreti attuativi della legge 210/88 per la
valorizzazione del titolo nella pubblica amministrazione.
Sullo stato giuridico, nota che quando si applicano i modelli teorici
bisogna fare i conti con i problemi di transizione e altre difficoltà che
potrebbero rendere il modello non applicabile.
Apprende ora che il tavolo tecnico sta continuando a lavorare e chiede con
quale formazione visto che da maggio non sono più arrivate nuove
convocazioni.
Infine segnala che in Italia, dopo la modifica del decreto sui progetti
FIRB con la cancellazione della parte a "sportello", non esistono più
finanziamenti di progetti di ricerca per giovani ricercatori non
strutturati, questo non permette di far emergere capacità e potenzialità
esistenti. Chiede se si intende porre rimedio a questa grave mancanza.
PORCEDDU Sottolinea le potenzialità per la ricerca, per l'industria e per
la competitività del paese degli accordi bilaterali per laboratori
congiunti. Chiede se si prevedano già le modalità di partecipazione di
giovani ricercatori e dottori di ricerca.
CRISCI Si associa ai ringraziamenti. Interverrà sulla medicina
universitari, circa 12.000 docenti che dipendono da due ministeri. La corte
costituzionale ha ribadito che i professori di medicina hanno compiti sia
di docenza sia di assistenza. Il decreto Bindi (517/99) prevedeva un
quadriennio di sperimentazione che è scaduto. Con la politica di
devoluzione regionale la questione viene interpretare in maniera difforme,
ma con il fine ultimo di ospedalizzare la facoltà di medicina, in
particolare il triennio clinico. Nei testi ufficiali si dice che la
attivita' dei professori di medicina viene svolta per conto del SSN. Chiede
che il Ministro intervenga per tutelare lo stato giuridico dei docenti di
medicina, intervenendo sul seguito del decreto Bindi e garantendo le figure
dei docenti medici.
LORENZI Riguardo ai percorsi formativi osserva che gli studenti ritengono
che vada lasciata agli atenei autonomia nell'applicazione del decreto 270.
Parallelamente occorrerebbe aggiornare e applicare contestualmente i
requisiti minimi. Chiede notizie sul DPCM sul diritto allo studio. Esprime
preoccupazioni per la diffusione delle università telematiche e non
statali. Come provocazione pone la questione del mantenimento del valore
legale dei titoli di studio.
MATTEUCCI Ringrazia per lo spirito costruttivo espresso nell'intervento del
Ministro. Sulla applicazione del DM 270 era tra quelli che avrebbe
preferito attendere e completare una valutazione complessiva dei risultati.
Ora però dobbiamo applicare il 270 al meglio. Nella applicazione del 509
era intervenuto un provvedimento che ha prodotto effetti distorcenti:
quello sui requisiti minimi dei corsi. Per soddisfarli alcune università
hanno chiuso corsi di studio e all'interno di un solo corso hanno
differenziato dei curricula, anche se ordinamenti e valore legale sono
legati alla classe. Tenendo conto che il 270 prevede la possibilità di una
basse comune , si dovrebbe ora rivedere la definizione dei requisiti
minimi, anche per evitare che essi vengano generalmente interpretati come
"requisiti massimi".
Un altro punto riguarda la formazione lungo l'arco della vita. Invece di
rappresentare una sfida e la scommessa per il futuro, abbiamo notizie
imprecise sull'uso di valutare CFU acquisiti come corsa a facilitare
l'ottenimento di un titolo di studio, riconoscendo fino ai due terzi del
percorso universitario!
Un ultima questione riguarda le università telematiche. Nell' esprimiamo i
pareri mettiamo costantemente l'accento sulla autonomia che dovrebbe
sussistervi anche nelle attività di ricerca che dovrebbero produrre in
proprio e non servendosi solo di docenti a mezzo servizio che collaborano
ma fanno ricerca nella loro sede originaria. Questo perché abbiamo in
mente il modello Humboldtiano, ma forse dovremmo arrivare a distinguere
tra due tipologie di università.
PINCHERA Il tema della valutazione resta un tema centrale. Uno dei problemi
che abbiamo è quello di vincolare le diversità con strumenti più o meno
rigidi di crediti e altro. In altri paesi la valutazione costituisce il
sistema meno rigido. L'enfasi data oggi alla ricerca è di estremo
interesse, in particolare per la relazione con le imprese e sul tema dei
laboratori congiunti. Nella collaborazione internazionale noi abbiamo
difficoltà anche per banali problemi come quello della ospitalità e degli
alloggi. Sulla mobilità, dal confronto internazionale emerge che la
mobilità dei docenti e ricercatori è un valore essenziale. Uno degli
ostacoli è finanziario sia per le risorse delle U. sia per il docente che
deve spostarsi. Questo vale anche per gli studenti, i dottorandi e gli
specializzandi. La mancanza di residenze e di supporti finanziari
rappresenta un problema enorme ma che, almeno in linea di indirizzo, si può
cominciare ad affrontare. Infine sulla governance tutto quanto è stato
fatto fin'ora ha accresciuto burocrazia e complessità dei processi
decisionali.
LABRUNA Richiama solo il punto sulla estrema complessità esistente nella
normativa dell'Università che rende difficile la comprensione delle regole
di governo del sistema. Il principio della semplicità, semplicitas rerum
amica, dovrebbe diventare guida di un progetto, più volte affrontato, di
definire un testo unico sull'università che, ancora a due anni dalla
conclusione della legislatura, potrebbe essere attivato.
MINISTRO MORATTI Risponderà puntualmente ad alcune delle questioni
sollevate.
Per valorizzare le biblioteche: abbiamo conseguito a livello UE una
possibilità di inserire le biblioteche fra le grandi infrastrutture ; sul
progetto Esprit ha designato il professor PADOA SCHIOPPA. Delle biblioteche
si terrà anche conto nell'attuare la valutazione.
La possibilità di anticipare l'inizio del dottorato per i più capaci può
essere considerata. Sui requisiti minimi, toccati da più interventi, siamo
d'accordo a rivederli continuamente correlandoli alla revisione delle
classi e all'istituzione dei corsi.
Sulle necessità di una programmazione di lungo periodo, abbiamo i vincoli
della struttura della legge di bilancio (siamo in tabella C). Vedremo se si
riuscirà a modificare la postazione per dare le certezze necessarie.
Sulle preoccupazioni sulle nuove Università e su quelle telematiche e sui
loro corsi, ricorda che sono state seguite le procedure previste dalle
leggi acquisendo i pareri di Comitati regionali e del CNVSU. Manca per le
telematiche il momento di valutazione di programmazione e vanno ricondotte
a sistema e intendiamo farlo.
Sulle tornate concorsuali: abbiamo 5000 idonei e altri 5000 concorsi in
atto. Intendiamo lasciare completare il processo di assorbimento degli
abilitati. Una ulteriore tornata concorsuale potrebbe partire a fine
gennaio mentre la seconda di due tornate potrebbe partire a metà anno,
lasciando il tempo di assorbire le idoneità della prima.
Sul CER saremo ben presenti al dibattito e interagiremo con il CUN sulle
proposte di strutturazione.
Siamo consapevoli del lavoro che le Università e le società scientifiche
stanno facendo per la promozione della cultura scientifica, ma dobbiamo
fare sforzi ulteriori.
Sullo stato giuridico riconfermo che la sede in cui riporteremo la
discussione è il Parlamento.
Lo schema di DPCM sul diritto allo studio sarà portato oggi in conferenza
Stato Regioni, affronteremo tutte le difficoltà del lavoro in conferenza.
Sulle nuove idee per il rapporto industrie ricerca, ho presentato il
modello dei laboratori congiunti e i distretti industriali in Europa,
Israele ecc. e ho incontrato grande interesse da parte di capitale di
rischio, che nel nostro paese è ora molto debole. Esiste ora InvestItalia
che è stato presentato alle ambasciate e al mondo industriale. Ci sono
iniziative interessanti in corso, in quella sulle biotecnologie presentata
a Zurigo 90 imprese svizzere si sono dimostrate disposte a finanziare le
proposte nate nel distretto di Milano. Si tratta di un importante nuovo
volano per la ricerca.
Raccoglie le preoccupazioni sul rischio di ospedalizzazione delle facoltà
mediche. Interverremo sul "decreto Bindi" per diluire le preoccupazioni
espresse.
Sui rischi dell'offerta di corsi al ribasso, essi non sono imputabili al
ministero, condivide le preoccupazioni: ma è responsabilità degli atenei
garantire e rafforzare i percorsi di qualità.
Non ha volutamente toccato il problema della governance delle università.
Prima devono essere attuati e completati il nuovo modello di finanziamento,
la revisione del 509/99 e quella dello stato giuridico. Lo affronteremo,
esistono già importanti riflessioni e proposte. Sul testo unico, forse non
avremo tempo sufficiente ma cercheremo di impostarlo in vista della
prossima legislatura.
Il Presidente Labruna ringrazia nuovamente il Ministro. I lavori vengono
sospesi per 10 minuti per riprendere alle ore 12.30