All’attenzione dell’on.Luigi Berlinguer
Ministro della Pubblica Istruzione
Oggetto: 1. Revisione programmi scolastici di Letteratura italiana.
2. Inserimento della Letteratura italiana moderna e contemporanea (settore scientifico-disciplinare L12B) nella "Tabella di omogeneità" allegata al D.M. 39/1998.
Il Consiglio Direttivo della Società italiana per lo studio della modernità letteraria, riunitosi il 29 maggio 1999 presso la Casa della cultura di Milano, via Borgogna 3, presenti i professori Vittorio Spinazzola (presidente), Lucio Lugnani (segretario), Cristina Benussi, Giuseppe Langella, Maria Carla Papini e Antonio Saccone, assente giustificata la prof.ssa Marina Zancan, ha deliberato all’unanimità di rivolgere la seguente duplice istanza all’indirizzo del Ministro della Pubblica Istruzione, on. Luigi Berlinguer:
Signor Ministro,
nei programmi d’Italiano della scuola secondaria, alla letteratura moderna è stato sempre riservato uno spazio preponderante: se si aggiungono, infatti, all’anno della maturità, che corona di per sé un intero ciclo di studi, tanto i tre delle medie quanto il biennio delle superiori, durante i quali si lavora su testi di epoca per lo più otto-novecentesca, si ricava che buona parte dei contenuti didattici relativi all’insegnamento della letteratura nazionale cade nell’ambito specifico del nostro settore scientifico-disciplinare (L12B).
Questa centralità è stata ulteriormente esaltata dalle innovazioni introdotte in via sperimentale nel corso degli anni Novanta: dal "progetto Brocca", che ha adottato una diversa periodizzazione, in modo da riservare l’anno della maturità allo studio della letteratura italiana "dall’unificazione nazionale ad oggi", fino alle sperimentazioni più recenti, autorizzate dal Suo ministero, che sono andate anche oltre, accordando un’importanza ancora maggiore al Novecento, in sintonia del resto con la riforma dei programmi di Storia varata nel frattempo.
L’acquisizione del Novecento ai problemi scolastici di letteratura ci pare, francamente, una necessità non più rinviabile, tanto più che in capo a pochi mesi esso sarà a tutti gli effetti un secolo passato. Non si tratta, beninteso, di "sommarizzare" le origini - come è stato detto - né di cancellare in blocco il grande patrimonio della nostra tradizione umanistica, nessuno di noi desidera questo; ma neppure di ostinarsi a voler percorrere gli esiti minori o comunque improduttivi del nostro passato a scapito della "modernità". Posto correttamente, il problema è soltanto quello di definire un canone, necessariamente selettivo, della letteratura italiana, coi suoi classici e i suoi capolavori, e su quello puntare.
Peraltro, un segnale inequivocabile della Sua intenzione di riconoscere alla modernità il posto che le compete nell’insegnamento letterario proviene dal prossimo concorso a cattedre. Per tutte e quattro le classi d’italiano il programma prevede, infatti, che nella scelta dei "dieci argomenti relativi alle principali correnti letterarie dalle origini ai giorni nostri", sia riservato "maggiore spazio ai secoli XIX e XX". E scorriamo pure l’elenco dei classici che "devono comunque essere oggetto di studio": essi sono, nell’ordine, "Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Machiavelli, Guicciardini, Tasso, Galilei, Goldoni, Parini, Alfieri, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Verga, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Pirandello, Svevo, Ungaretti, Montale, Saba, Quasimodo, Pavese, Vittorini". Gli autori dell’Otto e Novecento (ben 15!) costituiscono dunque, da soli, la maggioranza assoluta, anzi schiacciante, del canone letterario fissato da questo programma.
Così stando le cose, ci pare però singolare che tra i titoli di ammissione alle quattro classi di abilitazione all’insegnamento dell’Italiano nella scuola secondaria (43/A, 50/A, 51/A, 52/A) non figuri almeno un esame di Letteratura italiana moderna e contemporanea. Chiediamo pertanto il riconoscimento dell’equipollenza della nostra disciplina alla Letteratura italiana generale, inserendo l’insegnamento della Letteratura italiana moderna e contemporanea nella "Tabella di omogeneità" allegata al decreto 39, 30 gennaio 1998, del Ministro della Pubblica Istruzione, in analogia con quanto disposto, ad esempio, per la Storia, la Storia dell’arte e la Filosofia,
Nel formulare l’auspicio - convinto, pressante, accorato - che nella scuola di domani, quale Ella coi suoi collaboratori sta disegnando, l’insegnamento della Letteratura possa continuare ad avere un posto di rilievo, in forza del suo valore imprescindibile e insostituibile, La preghiamo, Signor Ministro, di accogliere la nostra duplice e più che motivata istanza.
Per il Consiglio Direttivo
Vittorio Spinazzola, presidente
Lucio Lugnani, segretario