Gent.mo
Professore/Gent.ma Professoressa,
le
Edizioni ETS son liete di annunciare le ultime pubblicazioni della collana
La modernit letteraria
Collana
di studi e testi
diretta
da Anna Dolfi, Sandro Maxia, Nicola Merola, Angelo R. Pupino, Giovanna Rosa.
La
informiamo che fino al 15 luglio sar possibile acquistare online i volumi con
uno sconto speciale del 20% sul prezzo di copertina, collegandosi direttamente alla pagina della collana sul sito www.edizioniets.com
Cogliamo
l'occasione per porgerLe i nostri pi cordiali saluti.
Anna
Dolfi, Nicola Turi, Rodolfo Sacchettini (a cura di), Memorie, autobiografie
e diari nella letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento, 2008, pp. 914, euro 80,00.

Memorie,
autobiografie, diari: tre generi diversi, e per certi versi squisitamente
moderni, che viene naturale accostare non solo perch riconducono a una
possibile coincidenza tra la biografia e l'opera, ma anche perch mettono in
gioco le problematiche dell'identit e del doppio, della menzogna e dello
svelamento, dell'omissione e della sovrabbondanza, e pi in generale la
complessa dialettica che lega la vita all'arte e l'arte alla vita. Non sar
dunque un caso che la MOD - che ha come obiettivo lo studio del periodo
storico-letterario che prende avvio con la crisi dell'illuminismo per arrivare
al centro della nostra pi immediata contemporaneit - abbia deciso di dedicare
uno dei suoi congressi annuali allo studio di quelle scritture che, proponendo
un diverso patto narrativo con il lettore, non dimenticano, anzi esaltano,
quanto di pi privato e di autentico (e al tempo stesso di pi contraffatto) si
cela nel rapporto tra esistenza e scrittura.
Nell'offrire
il volume che raccoglie gli atti delle giornate di studio abbiamo ritenuto
opportuno: disporre diacronicamente un percorso che dalla Vita di Alfieri,
attraverso la vocalit dell'idillio leopardiano, i taccuini dannunziani, la
metafisica dell'autobiografismo vociano, le testimonianze dal fronte di Gadda,
le scritture della resistenza, dell'impegno e della protesta, giunge fino alla
confessione mitica e 'tragica' di Pavese; e al tempo stesso disegnare per tappe
diverse una mappa (Le scritture diaristiche; Scrivere la guerra. Dalla
prigionia all'impegno; Fuori di casa; La vita in scena; Autoritratti a
richiesta; Raccontarsi per lettera; Tracce di autobiografia) con la quale
orientarsi tra le molteplici forme della scrittura dell'io. Dall'insieme dei
contributi raccolti emerge tutta la complessit e la variet della scrittura
lato sensu autobiografica, la sua componente altamente riflessiva e
metaletteraria, la sua ambiguit finzionale, la difficolt a sottomettersi al
canone e al criterio valutativo che gli in qualche modo sotteso. Questo non
toglie naturalmente che la maggior parte dei contributi metta in gioco, oltre
allo sfondo (storico-politico-culturale), le figure: ovvero opere capitali -
che dialogano con i testi del passato e del presente, rispondendo alle
strategie e ai quesiti della pi avvertita teoria - e i grandi autori sui quali
si fondata e si fonda la nostra modernit letteraria.
Barbara
Zandrino, Trascritture. Di Giacomo, Licini, Cangiullo, Farfa, Testori, 2008, pp. 184, euro 24,00.

Il
libro, condotto su esempi novecenteschi di citazione, reinvenzione, corrosione
e dissoluzione di forme, codici, linguaggi, vuole essere una prova, misurata
sulla concretezza di aspetti e momenti della modernit, dell'inquieta
metamorfosi dei generi letterari. Intende soprattutto proporre la non frequente
questione dell'interferenza dei generi e delle arti, in casi emblematici di
violazione dei confini disciplinari, di "trascrittura",
nell'accezione pi ampia, e ambigua, del termine, non solo dunque, come
sosteneva Testori, di trasformazione dell'opera artistica in opera verbale e
della critica d'arte nel genere letterario del romanzo.
Da
questa prospettiva l'impegno biografico di Salvatore Di Giacomo si risolve
nella ricostruzione della rete di relazioni tra la vita di Gemito, le arti, le
tecniche, e nell'attribuzione di senso narrativo ai testi plastici e visivi.
Invece la parola letteraria ad agire sulla scrittura e sulla pittura di
Licini, e sovente sono le singole lettere dell'alfabeto ad accamparsi, come
poesia visiva, nello spazio dei suoi quadri; mentre sono i fantasmi figurativi
dell'esperienza pittorica di Testori e del suo impegno di critico d'arte come
"questione di vita o di morte" a suggestionare la sua scrittura e, in
modo esemplare, i suoi monologhi, che ingoiano ogni distinzione di genere e
decretano la fine della tragedia.
Esemplificano
nel libro la tensione delle avanguardie storiche all'integrazione delle arti le
opere futuriste di Cangiullo, che deriva verso lo spettacolo carnevalesco, la
pittura e la musica, e di Farfa, che reinventa il grottesco palazzeschiano con
il linguaggio grafico e visivo della modernit tecnologica, del design e della
pubblicit.
Elena
Porciani, Studi sull'oralit letteraria. Dalle figure del parlato alla
parola inattettendibile, 2008, pp. 144, euro 20,00.

Questo
volume raccoglie lavori dedicati al rapporto tra scrittura letteraria e mondo
orale. Nonostante le differenti prospettive adottate di volta in volta, essi
sono complessivamente guidati da un metodo che si basa su una concezione
dell'oralit come sistema composito, in cui agiscono figure del parlato e
stilemi della conversazione, ma anche componenti performative, metafore della
voce, repertori tradizionali, retorica della presenza, storytelling,
associazioni tematiche, paradigmi logici.
Il
saggio iniziale inserisce la questione in un orizzonte tematologico e
culturale; il secondo la volge dalla stilistica all'interpretazione delle reti
dei temi. Il successivo dittico di studi focalizzato su due romanzi del
Novecento in cui il riferimento alla comunicazione orale esemplare: Ragazzi
di vita di Pier Paolo Pasolini e La luna e i fal di Cesare Pavese. Nell'ultima
parte, attraverso un contributo di carattere teorico e due lavori sui Racconti
fantastici di Igino Ugo Tarchetti e Senso di Camillo Boito, si indagato come
nella narrazione inattendibile certe istanze tematiche dell'oralit si
incontrino con questioni di carattere strutturale.
Marta
Barbaro, I poeti-saltimbanchi e le maschere di Aldo Palazzeschi, 2008, pp. 148, euro 20,00.

Questo
studio propone un percorso attraverso le diverse maschere clownesche a cui
poeti e scrittori, tra Ottocento e Novecento, hanno affidato la
rappresentazione simbolica dell'atto poetico. Se l'estraneit, la diversit
esibita, l'appartenenza ad una dimensione altra, codificate allegoricamente dal
travestimento, dal costume e dal trucco, sono tratti comuni alle molte figure
di poeti-saltimbanchi, la simbologia cromatica e corporea si presta ad
interpretare un atteggiamento esistenziale, epistemologico e poetico ogni volta
diverso. La presente ricerca individua una differenza sostanziale fra la
mitopoiesi ottocentesca e le risimbolizzazioni novecentesche, legate alla
scelta da parte del poeta di una maschera tragica o comica, malinconica o
carnevalesca, bianca o rossa.
In
questa gena di autori 'in maschera' spicca la figura di Aldo Palazzeschi:
nella sua produzione poetica la figurazione clownesca si presenta con caratteri
di continuit particolarmente insistiti ed originali, facendone un modello di
riferimento, non solo nel contesto letterario italiano ma anche nel pi vasto
orizzonte europeo. Una scrittura, quella dell'autore dell'Incendiario, che,
mettendo continuamente in scena se stessa, rinuncia a darsi una regola
definitiva, restituendoci la figura di un poeta clown, 'ironista' e
'dilettante', che si diverte a cambiare continuamente la propria maschera e a
essere contemporaneamente interprete e spettatore della sua poesia.
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