(De)Constructing Italians

(De)Constructing Italians

PRODUZION E RICEZIONE GLOBALE DEI PERSONAGGI ITALIANI

Workshop Internazionale
Milano, 2-3 Dicembre 2021

Call For Papers
Il convegno intende indagare sulla multi-dimensionalità e multi-prospetticità del personaggio, con particolare riferimento ai personaggi italiani che hanno avuto, negli ultimi trent’anni, rilevante fortuna di pubblico in altri contesti nazionali, linguistici, culturali attraverso la letteratura, il cinema, la televisione, il fumetto, il giornalismo e altri media. Con “personaggi italiani” facciamo riferimento qui tanto a quelli finzionali creati da produttori italiani, quanto a celebrità e personaggi pubblici riconducibili al contesto nazionale italiano.

In prima approssimazione, le prospettive-chiave saranno due: una prima, prevalentemente narratologica, indagherà le dinamiche del personaggio in relazione alle specificità dei testi e delle relazioni che instaurano con i loro fruitori; una seconda, a dominante socio-antropologica, psicologica ed economica, privilegerà i rapporti dei personaggi con i processi sociali e culturali.

D’altro canto, la scelta di provare a guardare le / gli Italian Na(rra)tives a partire dal personaggio deriva sia dalla rilevanza storica e metodologica della questione, sia dalla sua stessa complessità, testimoniata dagli imbarazzi profondi della teoria davanti al concetto stesso di personaggio. Se infatti molto spesso gli autori sottolineano che le narrazioni sono fatte anzitutto se non soprattutto di personaggi, da un altro lato però gran parte della narratologia e in genere della teoria della letteratura del XX secolo, pur producendo straordinarie conoscenze e nuove consapevolezze grazie al linguistic turn e all’allontanamento dallo psicologismo e dal sociologismo, si trova in grave difficoltà proprio davanti all’importanza apparentemente ovvia del personaggio, riottoso a tabulazioni e schematizzazioni, e connotato da irriducibili implicazioni psicologiche, sociologiche e persino etiche. La narrativa modernista, con il suo “sciopero dei personaggi”, genialmente colto da Giacomo Debenedetti, ha fatto il resto. Le difficoltà teoriche della narratologia lato sensu formalista con il personaggio sono testimoniate esemplarmente dalla sua totale assenza nella sistematizzazione, ancora oggi fondamentale, di Gerard Genette. La narratologia formale, nonostante alcuni importanti tentativi (come quelli di Hamon, di Chatman, di Marrone), ha continuato a manifestare rilevanti difficoltà davanti ai personaggi, sono emerse tuttavia altre linee di ricerca, capaci di ridare spazio al personaggio e al suo rapporto con i fruitori: come la stessa estetica della ricezione di Jauss o i lavori di James Phelan (erede della tradizione “retorica” di Booth). Negli ultimi vent’anni la narratologia cosiddetta post-classica, spesso legata al cognitive turn (ricordiamo, fra gli altri, i lavori di Alan Palmer), ha rilanciato vigorosamente il discorso sul personaggio e in genere sui rapporti fra testi e fruitori, dando nuovi strumenti per leggere in tutta la loro complessità le molteplici dimensioni testuali ed extra-testuali del personaggio. Nel contesto attuale può essere possibile cogliere in tutta la loro ampiezza i modi in cui i personaggi italiani sono riusciti a conquistare una scena globale, evidentemente integrando i loro caratteri specifici, nazionali o regionali, con i bisogni e le aspettative di un pubblico internazionale. Ci si può domandare, in questo senso, se ci sono tratti formali e tematici caratterizzanti l’italianità dei personaggi italiani di successo, e fino a che punto questi tratti rimandino a un’identità italiana o non vadano piuttosto a collocarsi in una sorta di koinè narrativa diffusa nel mondo globalizzato. Sono ipotesi a prima vista opposte, che possono però in realtà integrarsi e al limite sovrapporsi, com’è avvenuto per la napoletanità globalizzata dei personaggi di L’amica geniale.

Per mettere a fuoco tali processi di integrazione, il convegno intende esplorare anche gli aspetti sociologici, antropologici, politici e psicologici legati alla produzione e ricezione di personaggi italiani. Centrali in questo senso sono i processi di identificazione e proiezione, ambedue con lunga tradizione antropologica e psicologica (da Freud a Mead a Erikson), e poi divenuti centrali anche nella riflessione sui media, pur mantenendo in quest’ultimo campo – a vent’anni dalla problematizzazione che ne fece Jonathan Cohen – alcuni margini di ambiguità teorica (e quindi metodologica). Le questioni cruciali su cui il convegno intende riflettere sono qui di due tipi: da un lato il processo fisico/psicologico di immedesimazione, con la sua dimensione linguistica, culturale e materiale/tecnologica, e le sue condizioni di successo o insuccesso. Alcune possibili domande in tal senso sono: come vengono letti e decodificati i personaggi italiani da pubblici specifici? E, specularmente, quali operazioni di codifica vengono operate a livello di produzione per posizionarli in contesti internazionali?

Dall’altro lato, il convegno intende prendere di petto il ruolo del personaggio nei processi sociali di costruzione e manutenzione della realtà sociale. Il personaggio è anche repository di valori e rappresentazioni, e le economie morali nelle quali è inserito nei contesti di produzione e ricezione possono orientarlo a legittimare (come delegittimare) specifiche visioni del mondo. Nonostante la consustanzialità di tale opportunità con l’intera storia del racconto, la profonda mediatizzazione post-bellica della società ne ha consolidato la rilevanza. Dopo che gli approcci decostruzionisti alla cultura popolare – e segnatamente i Cultural Studies – hanno esaminato il ruolo del personaggio nella produzione del senso comune, gli ultimi decenni hanno visto l’ambito della costruzione del personaggio diventare terreno di accesi dibattiti e rivendicazioni relativi alle politiche rappresentazionali, che hanno trovato in Rete e altrove ampie casse di risonanza. Ci chiediamo quindi: come si inseriscono i personaggi italiani in questi dibattiti? In quali contesti essi hanno rivestito un ruolo nella messa in discussione del senso comune?

Infine, il convegno intende riflettere anche sui processi di estrazione di valore economico dal personaggio (e dai campi di possibilità che abbiamo fin qui tracciato) attraverso molteplici strategie di sfruttamento tese all’espansione di pubblici potenziali. In particolare, rivestono per noi interesse tutti quei processi che investono la proprietà intellettuale, i diritti, la distribuzione. Alcune possibili domande in questo senso: è possibile quantificare il valore economico di alcuni personaggi di finzione italiani? Quali specifiche caratteristiche ha il loro licensing? Come sono organizzate le filiere del valore in questo ambito, in termini di professionalità coinvolte, risorse investite, geografie e intermediari? Quali sono le strategie di promozione character-centric di un prodotto mediale?

Il Convegno si colloca nell’ambito del Progetto “Italian Na(rra)tives: la circolazione internazionale del brand-Italia attraverso i media” (PRIN 2017), sviluppato dalle Università Alma Mater di Bologna, Roma La Sapienza, Milano – Università degli Studi e di Milano Università Cattolica del Sacro Cuore. È organizzato in collaborazione dalle unità delle due Università di Milano.

ISTRUZIONI PER GLI AUTORI
Gli autori interessati a contribuire al convegno sono invitati a inviare un abstract (250 parole massimo, esclusa bibliografia), in lingua italiana o inglese, all’indirizzo convegno.decoitalians@unicatt.it.

Scadenze:
Invio Abstract: 15 Settembre 2021
Comunicazione Selezione Abstract: 30 Settembre 2021

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(DE) CONSTRUCTING ITALIANS: GLOBAL PRODUCTION AND RECEPTRION OF ITALIAN CHARACTERS

International Conference
Milan, December 2-3 2021

Call For Papers
The conference intends to approach from multiple perspectives the complex nature of characters, with specific reference to the Italian characters (from literature, cinema, television, comics, journalism, and other media) who, in the past 30 years, have enjoyed significant public success in foreign national, linguistic and cultural contexts. As “Italian characters” we hereby intend both fictional characters created by Italians, and Italian real-life celebrities and public figures.

The conference will develop along two key dimensions. The first one, mostly narratological, will investigate the dynamics of the character in relation to the specificities of the texts and the relationships they establish with their user. The second dimension, chiefly socio-anthropological, psychological and economic, will focus on the relationships of characters with broader social and cultural processes.

Concerning the first dimension, the decision to approach “Italian Na(rra)tives” from the perspective of characters is grounded in the historical and methodological relevance of the question, as well as in its own complexity as testified by the theoretical challenges faced by the very notion of character. Authors often emphasize that narratives are composed largely – when not entirely – of characters. At the same time, 20th century narratology (and, in general, literary theory), while producing extraordinary amounts of knowledge and awareness thanks to the “linguistic turn” and to the departure from psychologism and sociologism, found itself deeply challenged by the apparently obvious importance of the character. The latter proved riotous to tabulations and schematizations, and implying irreducible psychological, sociological and even ethical ramifications. Modernist literature, with its “character strike”, brilliantly captured by Giacomo Debenedetti, did the rest. The theoretical difficulties of the latu sensu formalistic narratology with the character are exemplary testified by its total absence within Gerard Genette’s systematization, still fundamental today. Formal narratology, despite some important attempts (e.g. Hamon, Chatman and Marrone), continued to manifest significant difficulties with respect to characters; however, other research directions (such as the aesthetics of reception by Jauss or the works of James Phelan, heir to Booth’s “rhetorical” tradition) have proven more capable of dealing with the character and its relationship with users. In the last twenty years so-called post-classical narratology, often linked to the “cognitive turn” (see for instance the work of Alan Palmer), has vigorously re-launched the discourse on the character and in general on the relationships between texts and users, providing new tools to read the multiple textual and extra-textual dimensions of the character in all their complexity. The current context may offer the chance to fully grasp the ways in which Italian characters have managed to win global favor by (clearly) integrating their specific national or regional features with the needs and expectations of an international audience. For instance, we might wonder if there are formal and thematic traits characterizing the “Italian-ness” of successful Italian characters, and to what extent these traits refer to an Italian identity or rather situate themselves within a diffused narrative koinè of the globalized world. These apparently conflicting hypotheses can actually integrate and overlap, as proven by the case for the globalized Neapolitan characters of My Brilliant Friend.

This leads us to the second main line of reflection. To properly address these integration processes, the conference also intends to explore the sociological, anthropological, political and psychological aspects entailed by the production and reception of Italian characters. Central in this sense are the processes of identification and projection, both with a long anthropological and psychological tradition (from Freud to Mead to Erikson), which then became central also in media theory – while maintaining, as Jonathan Cohen underscored, margins of theoretical (and therefore methodological) ambiguity. Two crucial issues are of interest to the conference. The first one is related to the physiological/psychological process of
identification, with its linguistic, cultural and material/technological dimensions, and its specific success/failure conditions. Some possible questions in this regard are: how are Italian characters read and decoded by specific audiences? And, conversely, which coding operations are carried out at the production level to position them in international contexts?

The second issue regards the role of the character within processes of social construction and maintenance of reality. Form this perspective, the character acts as a repository of values and representations, and, through the moral economies in which s/he is inserted by production and reception, can work to legitimize/delegitimize specific worldviews. Needless to say, this possibility has accompanied narration since its inception; however, the profound mediatization of post-war societies has consolidated its social relevance. Critical and deconstructionist approaches to popular culture – including, notably, cultural studies – have established the importance of characters in the production of common sense. Subsequently, character construction has become the terrain of increasingly heated debates, claims and counter-claims related to representational politics, which have found fertile ground on the Internet and other media. On this respect, possible questions include: how do Italian characters fit into these debates? In what contexts and under which conditions have they played a role in challenging common sense?

Finally, the conference also intends to reflect on the economic implications of Italian characters, including obviously processes of economic value extraction. Such processes can be articulated through many possible strategies, generally aimed at the expansion of different potential audiences. Possible areas of interest include intellectual property rights, licensing and distribution. Pertinent questions regard the quantification of the economic value of Italian fictional characters; the specific features of their licensing strategies; the organization of value chains in terms of jobs, resources, geographies and intermediaries; and the features of character-centric promotion strategies of Italian media products.

The Conference is part of the Research Project of National Interest ” Italian Na(rra)tives : the international circulation of the brand-Italy through the media” (PRIN 2017), led by Alma Mater University of Bologna, Rome La Sapienza University, Università degli Studi of Milan and Università Cattolica del Sacro Cuore of Milan. It is jointly organized by the two Milan units.

INSTRUCTIONS FOR AUTHORS
Authors interested in contributing to the conference are invited to send an abstract (maximum 250 words, excluding bibliography), in Italian or English, to convegno.decoitalians@unicatt.it

Deadlines
Abstract submission: September 15, 2021
Communication Abstract Selection : September 30, 2021