Diari di scrittori italiani: una ricognizione fra Otto e Novecento

Call for Papers per Giornata di studi

22-23 giugno 2026
Università di Pisa

Nel 1975 Michel David individuava due principali ostacoli agli studi sul diario in Italia: lo scarso interesse critico per una forma ritenuta marginale e poco praticata dagli stessi scrittori, e la frammentarietà delle ricerche, concentrate su singoli casi senza una prospettiva storica o teorica d’insieme. A cinquant’anni di distanza, tali criticità risultano solo parzialmente superate.
Se l’Archivio Diaristico Nazionale (dal 1984) e la Libera Università dell'Autobiografia (dal 1998) hanno consolidato l’interesse per le scritture autobiografiche popolari, l’attenzione si è orientata prevalentemente in senso storico, socio-antropologico e pedagogico (Piccone Stella 2008, Madrussan 2009). Gli studi letterari, dal canto loro, hanno privilegiato un canone diaristico internazionale (Folena 1985; Dolfi 1989, Tarozzi 2006, 2009) oppure hanno considerato i diari d’autore italiani all’interno del più ampio campo delle scritture autobiografiche (Dolfi, Turi, Sacchettini 2009), talvolta senza nette distinzioni rispetto alle forme finzionali (Scrivano 2014). A valle di queste iniziative, permane una percezione di marginalità del diario personale nella tradizione letteraria italiana.
Tale marginalità è un dato storico o l’effetto di una selezione critica? Una cultura cattolica tradizionalmente diffidente verso l’introspezione e un’estetica poco incline alle forme “impure” possono aver scoraggiato la pratica del diario; ma questa impressione potrebbe essere distorta da ragioni materiali (dispersione, mancata conservazione) o forme di autocensura politica, personale o letteraria. Le prime ricognizioni dedicate ai diari di scrittori del Novecento (Guglielminetti 2002, Castronuovo 2014) mostrano, anzi, che nel corso del secolo la pratica diaristica tende ad affermarsi con maggiore evidenza, forse anche grazie alla circolazione dei modelli nordeuropei e alla diffusione delle testimonianze di guerra.

Il convegno intende proseguire il lavoro critico avviato promuovendo una ricognizione sistematica dei diari personali di scrittori e scrittrici italiane dell’Ottocento e del primo Novecento, interrogandone presenza, forme e funzioni. Ci si concentrerà su raccolte di annotazioni datate, di natura autobiografica e rivolte primariamente a sé stessi (adottando la definizione di diario come “una serie di tracce datate” di Lejeune 2009: 179). Non rientrano nel perimetro principale del convegno i testi finzionali, giornalistici o saggistici in forma di diario; eventuali proposte relative a tali opere dovranno motivare esplicitamente la loro lettura come diari personali.

Saranno accolti contributi che affrontino, in modo particolare (ma non necessariamente esclusivo), le seguenti questioni:

  •  quali autori e autrici tra Otto e Novecento hanno praticato la scrittura diaristica personale?
  • quali motivazioni (intime, etiche, religiose, letterarie, professionali) li hanno spinti a farlo?
  • quali modelli italiani o stranieri ne hanno influenzato la pratica?
  • quali caratteristiche materiali presentano i diari (quaderni, agende, taccuini, fogli sciolti) e cosa rivelano delle abitudini di chi li tiene?
  • quali sono state le loro vicende archivistiche ed editoriali (conservazione, dispersione, manipolazioni, pubblicazioni in vita o postume, riedizioni)?
  • il presunto “ritardo” del diario d’autore italiano rispetto alle letterature nordeuropee è un fenomeno culturale effettivo o una prospettiva storiografica da rimettere in discussione?
Si invitano proposte di contributi su figure note e meno note, con particolare interesse per scrittori e scrittrici la cui produzione diaristica sia rimasta manoscritta, dispersa o poco studiata. Tra gli assi tematici privilegiati:
  • Genealogie e modelli del diario: circolazione di testi, traduzioni, mediazioni culturali.
  • Diario e altre scritture del sé: rapporti con autobiografia, epistolario, zibaldoni, taccuini di lavoro, memorialistica, con esplicita definizione (e messa in discussione) dei rispettivi confini di genere.
  • Materialità e archivio: pratiche di scrittura, stratificazioni testuali, problemi filologici ed editoriali.
  • Genere e soggettività: somiglianze e differenze nella composizione e nelle condizioni di trasmissione tra i diari di scrittori e scrittrici.
  • Pubblicabilità e ricezione: statuto d’opera, dinamiche culturali ed editoriali di diffusione e canonizzazione.
  • Il diario come pratica letteraria: rapporti tra scrittura diaristica e produzione per il pubblico. Quali vincoli o libertà specifici si osservano nel diario? Quali margini di sperimentazione?
  • Per una storia italiana del diario personale: in che modo i testi studiati possono contribuire alla costruzione di una storia italiana del diario personale? Come si possono collocare nel dibattito sul canone della letteratura italiana?

Le proposte, in italiano, inglese o francese, complete di abstract (max. 250 parole) e profilo bio-bibliografico (100-150 parole), dovranno essere inviate entro il 3 Aprile 2026 all’indirizzo: valeria.taddei@fileli.unipi.it.

La partecipazione al convegno è sovvenzionata dall’Università di Pisa, che fornirà ai partecipanti vitto e alloggio per la durata dei lavori.


— EN —Call for Papers
Italian Writers' Diaries: A Survey of the 19th and 20th Centuries
University of Pisa, 22–23 June 2026

In 1975, Michel David identified two main obstacles to diary studies in Italy: the lack of critical interest in a form considered marginal and little practised by writers, and the fragmentary nature of research, which focused on individual cases without an overall historical or theoretical perspective. Fifty years on, these critical issues have only been partially addressed.
While the National Diary Archive (est. 1984) and the Libera Università dell’Autobiografia (est. 1998) have consolidated interest in popular autobiographical writing, research has predominantly developed along historical, socio-anthropological, and pedagogical lines (Piccone Stella 2008, Madrussan 2009). Literary studies, for their part, have privileged an international canon of diary writing (Folena 1985; Dolfi 1989, Tarozzi 2006, 2009) or considered Italian writers’ diaries alongside other life writing genres (Dolfi, Turi, Sacchettini 2009), sometimes without clear distinctions between autobiographical and fictional diaries (Scrivano 2014). Despite these scholarly efforts, the personal diary continues to be perceived as marginal within the Italian literary tradition.
Is this marginality a historical fact, or the result of critical selection? A Catholic culture traditionally wary of introspection, along with an aesthetic resistance to “impure” forms, may have discouraged the very practice of diary writing. Yet material factors, such as missing or discarded manuscripts, or forms of political, personal, or literary self-censorship may well be distorting the picture. The first surveys devoted to twentieth-century Italian writers’ diaries (Guglielminetti 2002; Castronuovo 2014) suggest, on the contrary, that over the course of the century diary writing became increasingly prominent, perhaps also due to the circulation of Northern European models and the dissemination of war testimonies.

This conference seeks to continue the scholarly effort to establish an Italian field of literary diary studies by promoting a systematic survey of the personal diaries of Italian writers of the 19th and early 20th centuries, examining their presence, forms, and functions. The focus will be on collections of dated, autobiographical entries primarily addressed to oneself (adopting Lejeune's definition of a diary as “a series of dated traces” 2009: 179). Fictional, journalistic, or essayistic texts in diary form fall outside the conference’s primary scope; any proposals concerning such works must explicitly justify their reading as personal diaries.

We especially (though not exclusively) welcome proposals addressing some of the following questions:

  • Which authors between the nineteenth century and the early twentieth century kept personal diaries?
  • What motivations (personal, ethical, religious, literary, professional) led them to do so?
  • Were they influenced by Italian or foreign models?
  • What are the material characteristics of these diaries (notebooks, agendas, pocket diaries, loose sheets), and what writing habits do they reveal?
  • What were their archival and editorial histories (preservation, dispersion, manipulation, authorial or posthumous publications, new editions)?
  • Is the supposed Italian “writer’s diary lag” behind Northern European literatures an actual cultural phenomenon or a historiographical perspective that should be questioned?
Proposals are welcome to address both well-known and lesser-known figures, with a particular interest in writers whose diary production remains unpublished, dispersed, or understudied. Potential approaches include, but are not limited to:
  • Genealogies and models of the diary: circulation of texts, translations, cultural mediations.
  • Diaries as life-writing: relations with autobiography, correspondence, zibaldoni, work notebooks, memoirs—accompanied by an explicit definition (and questioning) of genre boundaries.
  • Materiality and archives: writing practices, textual stratifications, philological and editorial issues.
  • Gender and subjectivity: similarities and differences in composition and transmission between men and women’s diaries.
  • Publishing and reception: status of the diary as a literary work, cultural and editorial dynamics of dissemination and canonisation.
  • The diary as literary practice: relations between diary writing and writing for publication. What specific constraints and freedoms can be observed in an author’s diaristic writing? What scope for writerly experimentation?
  • Toward an Italian history of the personal diary: how can the texts examined contribute to constructing a history of the personal diary in Italy? How might they be situated within debates on the Italian literary canon?

Please send your abstract (max. 250 words), in Italian, English, or French, accompanied by a short bio-bibliographical profile (100-150 words), by 3 April 2026 to valeria.taddei@fileli.unipi.it.

Participation is subsidised by the University of Pisa: accommodation and meals will be provided for the duration of the conference.

*
Riferimenti / References

Castronuovo, A (ed). 2014. Diari Italiani Del Novecento, Il Lettore Di Provincia, 142 (Longo)
Dolfi, A (ed). 1989. ‘Journal intime’ e letteratura moderna: Atti di seminario. Trento, marzo-maggio 1988, Biblioteca di cultura (Bulzoni)
Dolfi, A., Turi N., Sacchettini R (ed). 2008. Memorie, Autobiografie e Diari Nella Letteratura Italiana Dell’Ottocento e Del Novecento (ETS)
Folena, G (ed). 1985. Le Forme Del Diario, Quaderni Di Retorica e Poetica, 2 (Liviana)
Guglielminetti, M. 2002. “Introduzione alla diaristica del primo Novecento”, Dalla parte dell’io. Modi e forme della scrittura autobiografica nel Novecento (Edizioni scientifiche italiane), 231-50.
Lejeune, P. 2009. On Diary, ed. by Jeremy D. Popkin and Julie Rak (University of Hawaii Press)
Madrussan, E. 2009. Forme Del Tempo / Modi Dell’io. Educazione e Scrittura Diaristica (Ibis)
Piccone Stella, S. 2008. In prima persona: scrivere un diario (Il Mulino)
Scrivano, F. 2014. Diario e narrazione (Quodlibet)
Tarozzi, B. (ed). Giornate particolari. Diari, memorie e cronache (Ombre Corte)
Tarozzi, B. (ed). 2009. Diari di guerra e di pace (Ombre Corte)

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