Due pubblicazioni per le Edizioni dell'Orso

Santorre di Santa Rosa, Confessions (1801-1813), a cura di Chiara Tavella, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020

Abstract

Come ha osservato Marziano Guglielminetti, esistono «differenti modi di fare dell’io l’oggetto dello scrivere», di dare al sé uno spazio per raccontarsi e per tracciare con la penna la percezione del proprio vissuto. Il patriota piemontese Santorre di Santa Rosa (1783-1825) ha sperimentato, come forse pochi altri, quasi tutte le modalità della scrittura in prima persona: dai diari agli zibaldoni letterari, dall’autobiografia alle note di viaggio, dai ricordi vergati velocemente su quaderni di recupero alle lettere in cui racconta di sé ai parenti e agli amici. Tuttavia i risultati più convincenti sono senza dubbio raggiunti attraverso la forma-diario. È infatti alle Confessions, iniziate in francese e proseguite con un secondo ciclo, ancora inedito, in italiano, che Santa Rosa affida, per quasi vent’anni, la «dolce e fedele immagine» di sé, dall’adolescenza all’alba della militanza politica che precede il suo impegno nei moti rivoluzionari. Questi journaux intimes, finora mai pubblicati integralmente e poco conosciuti nel panorama delle scritture dell’io dell’Ottocento romantico, costituiscono un documento fondamentale per la storia culturale del Piemonte preunitario e per gli studi sulla formazione dei protagonisti del nostro Risorgimento, ma non solo. Grazie al loro carattere privato, le Confessions ci consentono di indagare la personalità di Santa Rosa in una prospettiva inedita, lontana dalle rappresentazioni convenzionali dell’eroe, rivelandone le passioni, prima di tutto letterarie, e la tormentata maturazione delle sue convinzioni politiche e linguistiche in una terra di frontiera, dove l’italianità, tra difficoltà, compromessi e precise scelte ideologiche, tarda ad affermarsi.

Chiara Tavella, PhD, è assegnista di ricerca presso l’Università di Torino e afferisce al Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti. Alle scritture dell’io, agli epistolari e alle carte letterarie inedite degli ‘alfieriani-foscoliani’ piemontesi (Santorre di Santa Rosa, Cesare Balbo, Carlo Vidua, Luigi Ornato, Luigi Provana) ha dedicato il volume Contributo alla biografia letteraria di Santorre di Santa Rosa: una commedia inedita (2013, Premio “Gianni Oberto”), la tesi di dottorato e numerosi articoli e interventi a convegni. Nei suoi studi si è inoltre occupata di Francesco De Sanctis, di Sibilla Aleramo, di Luigi di San Giusto e, più recentemente, di Edoardo Sanguineti. Fa parte delle redazioni di varie riviste («Sinestesie», «Giornale storico della letteratura italiana», «Studi Desanctisiani», «Rivista di Storia dell’Università di Torino») e collane editoriali (“Terre di confine”, “Biblioteca di Studi Desanctisiani”) ed è stata coordinatrice del gruppo di lavoro per la redazione della nuova Bibliografia desanctisiana (1965 2020).

 

Lorenzo Resio, Dante «compagno di strada». Edoardo Sanguineti e il «romanzo» della ‘Commedia’, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2021.

Abstract

Nel 1961 Edoardo Sanguineti pubblicava Interpretazione di Malebolge, una monografia che inaugurava la collana Biblioteca di «Lettere italiane». Studi e testi, diretta da Giovanni Getto per Olschki. Il volume era tratto dalla tesi di laurea, discussa cinque anni prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, e solo nel marzo 2016 il dattiloscritto della tesi, ritenuto disperso, è stato ritrovato presso l’Archivio Storico dell’Università. Si è così scoperto che, nel passaggio dalla tesi al libro, Sanguineti, pur non avendo completamente riscritto il testo, lo aveva fatto oggetto di un’accurata revisione: esistono infatti numerosi passi espunti o rielaborati, qui pubblicati per la prima volta nella loro versione originaria. Da questi riscontri (e dalle riflessioni che suggeriscono) il presente studio si allarga ad analizzare il ruolo che Dante riveste per Sanguineti, non solo nella vasta produzione saggistica sulla Vita nuova e sulla Commedia ma anche negli oltre cinquant’anni di attività artistica.

Lorenzo Resio sta concludendo un Dottorato di Ricerca presso l’Università di Torino dove si è laureato nel 2016, discutendo una tesi in Letteratura italiana sui primi saggi danteschi di Edoardo Sanguineti. È stato membro del progetto Sanguineti’s Wunderkammer e afferisce al Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti. Nei suoi studi si è occupato anche di Francesco De Sanctis (al quale ha dedicato, con Chiara Tavella, la nuova Bibliografia desanctisiana 1965-2020, Pisa-Roma, Fabrizio Serra, 2020) e di diversi autori contemporanei. Fa parte della redazione delle riviste «Sinestesie», «Studi desanctisiani», «Rivista di Storia dell’Università di Torino» e delle collane editoriali Terre di confine e Biblioteca di «Studi desanctisiani».

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