
Call for Paper per l’ottavo numero di «inOpera» sarà dedicato alle forme della trilogia e del trittico nella narrativa, nella poesia e nel teatro del XX e del XXI secolo.
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Da I nostri antenati di Calvino all’esperienza poetica zanzottiana del 1978-86, sino alle trilogie degli scarozzanti e degli oratori di Testori, la trilogia è una delle strutture più feconde della scrittura contemporanea. Non si configura come semplice sequenza di tre opere, ma come architettura che invita a interrogarsi sul rapporto tra le parti e il tutto, sulle ricorrenze e sulle variazioni di personaggi, temi e motivi, sulle modalità di rappresentazione del tempo e sui principi di organizzazione dell’insieme.
Quanto alla forma-trittico, il numero intende concentrarsi su opere che presentano, al loro interno, un’articolazione ternaria, nella quale le relazioni tra le parti concorrano alla costruzione di un significato complessivo non riducibile alla semplice somma delle componenti. L’indagine potrà riguardare sia la presenza di una specifica organizzazione a tre elementi in opere teatrali o narrative (come accade, ad esempio, per il cosiddetto “trittico” dell’Apocalissi nel Giorno del giudizio di Satta, o per le tre sezioni di Priscilla in Ti con zero), sia la presenza, nei libri di poesia, di componimenti strutturati in tre parti relativamente autonome, ma integrate in un disegno unitario (esemplari, a tal proposito, L’agave sullo scoglio di Montale o Dall’Olanda di Sereni).
Si accolgono, dunque, saggi rivolti alla forma-trilogia come dispositivo politestuale o alla forma-trittico come principio di organizzazione intratestuale. I contributi, in accordo con l’identità di «inOpera», dovranno focalizzarsi sull’analisi dei testi. Potranno inoltre contenere
I contributi (di massimo 50.000 caratteri spazi inclusi e adeguati alle norme redazionali di «inOpera»), accompagnati da una breve bio-bibliografia della/del proponente, dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2027 a inopera@unimi.it. L’esito della valutazione dei contributi sarà comunicato entro il mese di aprile. A questo giudizio preliminare seguirà la consueta revisione esterna “a doppio cieco”.


