
a cura di Maria Panetta
«Parise è stato lo scrittore più inaspettato e dotato che abbia esordito in Italia nel dopoguerra. Altri scrittori sono stati forse più importanti, meno improvvisati e avventurosi (e anche meno avventurieri), e vantano culturalmente più titoli di lui. Ma come talento naturale, come indipendenza di sensibilità e di giudizio, Goffredo era superiore a tutti»: così Cesare Garboli scriveva nella sua prefazione alla raccolta Gli americani a Vicenza e altri racconti, uscita postuma nel 1987 a un anno dalla scomparsa dello scrittore vicentino.
Al di là di graduatorie e classifiche, è indubbio che Parise abbia attraversato il secondo Novecento con una postura inconfondibile e un passo altrettanto singolare, quasi dinoccolato, al contempo selvatico e snob. Sempre in dialogo con molti – Gadda, Moravia, Pasolini, Calvino, Ginzburg, Piovene, Comisso, solo per citarne alcuni – ma distante da scuole, tendenze e movimenti; immerso nel dibattito intellettuale e tuttavia estraneo alle sue querelles ideologiche. Partecipe e insieme defilato, l’autore del Padrone ha custodito con ostinazione la propria autonomia e la propria libertà di stile e pensiero.
Attentissimo a preservare il “mood” interno alla pagina, quella sottile vibrazione capace di far risuonare le corde del dettato, Parise è rimasto – nonostante le incursioni in generi, media e registri diversi – un narratore dall’immaginazione prensile e immediata, tutto sguardo, percezione, sentimento. Anche nelle prove più tarde, la sua scrittura conserva la stessa rapidità intuitiva, quella sensibilità fulminea ed esposta che Garboli meglio di altri ha saputo riconoscere con estrema precisione.
A quarant’anni esatti dalla morte, «Diacritica» ha deciso di dedicargli il vol. II del fascicolo n. 60. Muovendo dalla constatazione che l’opera dello scrittore veneto negli ultimi quindici anni è stata oggetto di attenzione da parte della critica non in modo continuativo, ma attraverso interventi di spessore (Santoro 2009, Dato 2009, Colucci 2011, Belpoliti-Cortellessa 2016, Attanasio 2019, Bia 2020, Carlesso 2022, Del Castillo 2024), il monografico mira a costruire un quadro ampio e articolato. L’obiettivo è duplice: da un lato, verificare, consolidare e arricchire le linee di ricerca che negli ultimi anni si sono concentrate in primis su alcuni momenti specifici della produzione parisiana e sulle relative tematiche – gli anni Settanta e l’attività giornalistica, i reportage di guerra, il laboratorio dei Sillabari –; dall’altro, allargare l’angolo visuale verso zone ancora poco esplorate della sua opera. Si vorrebbero, infatti, portare al centro dell’indagine anche quelle aree “vergini” o marginali – la fase precedente a Il ragazzo morto e le comete, i primi tentativi da pubblicista, la breve esperienza come sceneggiatore, la crisi creativa dei primi anni Sessanta, gli scritti d’occasione – che attendono ancora una ricognizione sistematica, un’analisi testuale accurata e una contestualizzazione rigorosa all’interno della più ampia traiettoria letteraria di Parise.
Saranno, dunque, accolti con favore saggi che spazino nel corpus parisiano ponendosi in dialogo, integrando o approfondendo ipotesi e indirizzi analitici precedentemente formulati, così come contributi dedicati alla sua eredità, alla sua (involontaria) lezione e alla sua presenza – come modello o padre putativo – nell’orizzonte letterario ipercontemporaneo. Particolare attenzione sarà destinata ai lavori a forte vocazione esplorativa, capaci di proporre nuove letture e interpretazioni, anche alla luce di metodologie e categorie storiografiche rinnovate o recentemente introdotte (come, ad esempio, quella di neomodernismo).
I saggi, corredati di un abstract in italiano e di uno in inglese, dovranno essere inviati all’indirizzo mariapanetta3@gmail.com e in cc a panetta@diacritica.it entro il 15 marzo 2026. Le Norme redazionali sono scaricabili dal sito.
Ampiezza massima: 30.000 caratteri, spazi inclusi. Tutti i contributi verranno sottoposti a doppio referaggio anonimo.
Il fascicolo, curato da Maria Panetta e Niccolò Amelii, uscirà il 25 maggio 2026 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.