
di Elena Grazioli
Bulzoni Editore
pp. 452
€ 31,00
ISBN 9788868973667
Fondata nel 1953 da Alberto Carocci e Alberto Moravia, la rivista «Nuovi Argomenti» ha accompagnato i mutamenti della cultura italiana, diventando un laboratorio d’idee, un crocevia di scritture e una piattaforma di mediazione tra letteratura, politica e società. Questo volume ricostruisce criticamente la storia della rivista nella sua prima e seconda serie (1953-1980), indagandone la fisionomia editoriale, le scelte redazionali, le trasformazioni del canone, il rapporto con le case editrici e il posizionamento nel campo intellettuale. Ne emerge il ritratto di un’esperienza centrale nel sistema letterario della seconda metà del Novecento, capace di attraversare le stagioni dell’impegno e della sperimentazione senza mai smarrire la propria vocazione pluralista e dialogica.
Attraverso un’analisi ampia e documentata, il libro mostra come «Nuovi Argomenti» abbia saputo definire un’identità autonoma rispetto al “classicismo” di «Paragone» e alla sperimentazione formale promossa dal «Verri», ritagliandosi uno spazio intermedio tra tradizione e apertura, critica e divulgazione. La rivista emerge come osservatorio sulla realtà italiana, capace di integrare generi diversi – narrativa, poesia, inchiesta, saggistica – in un progetto culturale unitario e non dogmatico. Il suo punto di forza è una vocazione generalista medioalta, capace di legittimare scritture nuove, costruire capitale simbolico, attraversare i mutamenti del campo senza rinunciare a una funzione critica. Una storia di mediazione culturale e di autonomia intellettuale, che permette di problematizzare il ruolo delle riviste nel secondo Novecento italiano.

