
a cura di Luca Daino e Mario Piotti
MUP - Milano University Press, 2026
collana “Consonanze”
La figura di Giovanni Testori (1923-1993), a cent’anni dalla nascita e a trenta dalla morte, sembra vivere una “seconda giovinezza”. Oggi Testori è uno degli autori letterari più vivi. Ciò dipende anche dalla varietà dei generi letterari in cui ha declinato la propria veemente intenzione espressiva: di lui si occupano, fra gli altri, storici dell’arte, studiosi di narrativa e di poesia, linguisti, critici teatrali, nonché registi e attori. Ma a mantenere viva la presenza di Testori è sopra a ogni cosa la qualità del suo lavoro e la meraviglia che tanti suoi testi non smettono di generare in chi li incontri per la prima volta o sia loro fedele da anni. L’innocente e viscerale Testori si è spinto molto avanti sulla strada segnata dal diktat moderno dell’originalità, inteso non solo come un a priori stilistico, ma come una vera urgenza esistenziale. Si indagano qui i modi plurali della ricerca espressiva testoriana: non meramente estetica, ma fondata sul desiderio di mettere a punto uno strumento espressivo che trasferisca sulla pagina l’arrovellata interiorità dell’io, fino a giungere al paradossale tentativo di superare la parola come segno linguistico, per approdare a un linguaggio inteso come gesto, come corpo.
Interventi di Virna Brigatti, Giuseppe Carrara, Luca Daino, Riccardo Donati, Luca D’Onghia, Dino Gavinelli, Davide Luglio, Uberto Motta, Mario Piotti, Bruno Pischedda, Giovanni Rosa, Francesca Santucci, Gianni Turchetta.
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