Moderno e Antimoderno. Le avventure di una contrapposizione

Moderno e Antimoderno. Le avventure di una contrapposizione

CONVEGNO ANNUALE MOD 2024

Milano, 13-15 giugno 2024

Programma Plenarie

Declaratoria Sessioni Parallele

Il convegno annuale MOD dedicato al tema Moderno e Antimoderno. Le avventure di una contrapposizione si svolgerà a Milano nelle quattro sedi universitarie dal 13 al 15 giugno 2024, secondo questo calendario: giovedì 13, pomeriggio: prima sessione plenaria (Università degli studi di Milano); venerdì 14, mattina: seconda sessione plenaria e assemblea dei soci (Università IULM); venerdì 14 giugno, pomeriggio: sessioni parallele e votazioni (Università Cattolica del Sacro Cuore); sabato 15, mattina (Università degli studi di Milano Bicocca): terza sessione plenaria e tavola rotonda.

Le proposte di intervento alle sessioni parallele (titolo e abstract) devono pervenire entro il 15 aprile 2024 all’indirizzo convegnomod.milano2024@gmail.com insieme a un breve profilo biobibliografico del proponente e all’indicazione della sessione alla quale si intende partecipare.

 

Declaratoria

L’esperienza del mondo moderno nasce dall’impatto con una realtà storica, sociale, culturale contrassegnata da trasformazioni profonde e mutamenti traumatici, dalla rimodulazione continua delle condizioni di vita degli individui e delle collettività. Nell’“emozione culturale” che ne discende convivono, quasi inevitabilmente, gli opposti: la vertiginosa apertura dei possibili e la coscienza di nuovi condizionamenti; le potenti spinte d’emancipazione e le angosciose derive disumanizzanti; la conquista di inediti spazi di libertà e autodeterminazione e lo smarrimento di radici tradizioni riferimenti, e così via.

La cifra del cambiamento e della molteplicità segna anche modi e forme della produzione e circolazione letteraria. Si estende sempre più l’area del rappresentabile e delle soluzioni espressive, sull’impulso innanzi tutto dell’inquieta dialettica di tradizione e innovazione. Basti ricordare, oltre la mai morta contestazione avanguardistica e il corrispettivo richiamo alla “tradizione”,  la crescente egemonia del romanzo opposta al resistente prestigio della poesia; l’entusiasmo per la modernità urbano-industriale e tecnologica e il rimpianto per la fine del  mondo contadino; la crisi della narratività  dialettizzata dal suo periodico “ritorno”; l’elogio dello straniamento, contrappuntato dai recuperi del patetico; ma anche la critica del moderno proclamata dai postmodernismi.

Su un piano diverso ma convergente si colloca la questione dei generi, ora dati per dissolti ora reinventati in trafile sempre più minute. E quindi la dialettica, poniamo, fra negazione avanguardistica e rilancio ironico; l’anti-romanzo e la  ripresa massiccia di generi narrativi “forti” (come il romanzo storico, la saga familiare, il romanzo di formazione); la diffusione e il successo dei generi del poliziesco e del noir, lo sdoganamento del “rosa”…

La modernità ha determinato anche una forte stratificazione dell’offerta letteraria. Si tratta di cogliere come l’editoria libraria e i nuovi media hanno saputo differenziare la loro offerta; in che modo gli stili della complessità e stili della leggibilità si sono rimescolati; secondo quali dinamiche si sono modificati i profili dell’autorialità, mentre sono nati fenomeni ibridi come l’autofiction; in particolare, come si è definita nel tempo un’inedita espansione e articolazione democratizzante dei pubblici, che ora sono suscettibili di trasformarsi – nel Web 2.0 – in veri e propri prosumers.

Infine, e forse soprattutto, la gamma amplissima, accesamente contraddittoria, di emozioni valutative che sostanzia e perturba, su tutti questi piani, il nostro “sentimento del moderno” si riflette nell’ininterrotto conflitto di interpretazioni che ne accompagna l’elaborazione critica lungo l’intero arco del Novecento e del Duemila.

Il convegno MOD 2024 intende esplorare questa vicenda a partire dalla cesura problematica (una falsa contrapposizione?) tra Moderno e Antimoderno, mappando le “avventure” di una formula la cui capacità di provocazione dipende anche dalla sua preziosa instabilità e polisemia. Proprio di fronte al dubbio che la più autentica modernità della letteratura possa o debba stare proprio nella sua «disperata resistenza antimoderna», ci ricorda che l’essenza del moderno «sfugge a qualsiasi pretesa definitoria» (De Michelis), invita e sollecita ad una ricognizione aperta, svincolata da schemi pregiudiziali, non difensiva o nostalgica, dei territori del letterario nella modernità in divenire.